Porto Santo.
Oggi il life motive della mia giornata è inversamente proporzionale alla citatissima"quiete dopo la tempesta",riportandomi di botto alla realtà del quotidiano, fatto di mille e piu' problemi ,censiti tra loro in altrettanti documenti ,sparsi come foglie morte sul talamo della fatica...la mia scrivania.
Ad aggravare la situazione, il supporto multimediale delle mail , l'apologia dell'utile e dell' inutile, l'eccesso di informazione ,dove sacro e profano si allinea ordinatamente, nell'attesa di essere letto.
Porto Santo....i Caraibi d'Europa.. presuntuosamente recita lo slogan dell'operatore , meno Caraibico è piu' Europeo cio' che ho trovato soggiornandoci questa settimana , dove vento e brevi piogge hanno fatto capolino quotidianamente, impedendo l'accesso al mare anche ai piu' temprati teutonici ospiti del Villa Baleira.
Non potendo tuffarmi in un agitato oceano ,mi sono rilassato passeggiando lungo una stupenda spiaggia, facendo seguire pomeriggi in talasso terapia, tra un massaggio e una sauna, espiando l'alcool del Madeira in una attrezzata palestra e trascorrendo serate all'insegna del sano divertimento in un hotel che se non fosse per la presenza di un nutrito gruppo di agenti di viaggio avrebbe reso meno piacevole la vacanza ai turisti un po' seccati da un clima non propriamente Caraibico.
Ho apprezzato l'espedada e il bolo do caco, due specialità locali, uno spiedone di carne alla brace il primo, una bruschetta su pane caserecchio unto di burro all'aglio e prezzemolo la seconda,oltre ad un ottima zuppa di aragosta degustata all'Estelle , locale molto carino dove prepotente e marcata spunta la mano di un architetto.
Giudizio favorevole nell'insieme, dettato dalla simpatia dei locali, dall'allegria che si respira nei vicoli di un paesino che ha visto un eccellente residente nei tempi passati...un gogliardico genoano dal nome Cristoforo Colombo...che zitto zitto tra il preparare viaggi nelle Americhe e altro si è dilettato con la figlia del console locale...insomma il classico Italiano all'estero.
Altra nota di merito al golf , disegnato da Severiano Ballestreros, con alcune buche a strapiombo sul mare, iniezione di iodio allo stato puro durante una gia' salubre attività sportiva...
Insomma , relax sport e cibo sano non lontano da casa ,dove negli stessi giorni il termometro era sottozero, dove la neve ha creato disastri , dove si discuteva di risparmio energetico mentre io, tutto sommato ,"vestivo alla marinara".
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eccomi qui,...... a poche ore dalla partenza, con un piede oltre la soglia dell'agenzia e l'altro incatenato alla scrivania, nell'eterno dubbio che mi attanaglia tutte le volte che parto, la certezza di aver pensato e disposto a tutto.
Ripasso velocemente nella mente , come una tabellina impazzita, tutte le cose che ho in sospeso e ho demandato, gli appunti stenografati ,che solo io capisco, i numeri di telefono cifrati tra mille scarabocchi e ghirigori su foglietti e fogliettini disordinatamente ordinati , fermati solo da un portapenne metallico in puro stile hi teach.
Lo sguardo corre velocemente sul calendario colorato da tavolo , quasi a ricercare la certezza di una data di partenza e una di arrivo, la presunzione di gestire il tempo e farlo tuo, disponendo dei giorni e delle ore a proprio piacimento.
Tutto ora, pare essere in ordine.
Appena usciro' dall'agenzia so' che tutti questi dubbi svaniranno, per correre a casa dove mi aspetta il rito della valigia che è come sempre, a pensarci bene, il vero inizio di un viaggio.
Un ultima occhiata alle pratiche , ma scrivendo mi accorgo di essere gia' fuori da qui...
pronti...via

Quando credevo ormai di non partire e avevo rimesso in tasca velleità di nuove conoscenze, ecco puntuale la smentita.
Hanno confermato la mia presenza all'educational di Porto Santo con partenza sabato 21 , credo verso le 18 con un classico volo Neos e rientro la notte del 28 gennaio, il tutto in trattamento full board presso l'hotel "vila baleira".
Una settimana per scoprire un isola , una destinazione che è stata paragonata ai Caraibi Europei, per il clima e per il mare sempre caldo.
Mi sono documentato un po' su quest'isola e alcune cose interessanti le ho estrapolate, il resto è fatto di mare relax e thalassoterapia.
Per curiosità ho verificato il meteo di questi e dei prossimi giorni.....20 gradi, mica male se penso allo zero che segna oggi la mia Torino.
Sono gia' eccitato, preparare una valigia che non sta mai piu' di tanto ferma è sempre una bella emozione....e un po' di thalassoterapia, un po' di palestra e se riesco qualche nuotata male non mi faranno....
Sono certo di aver letto una recensione di uno studio che ha evidenziato i primi tre minuti post risveglio, definendoli molto simili alla confusione dell'ubriaco, per un processo di stabilizzazione nella nostra testa. Crescendo, credo di aver portato i tre minuti a una buona mezz'ora imparando a non prendere mai decisioni importanti o a intraprendere discussioni serie. Il tempo....definirlo tiranno è poco. Sfuggente a se' e a noi stessi nell'infernale meccanismo che scandisce irrimediabilmente i nostri anni, imperterrito prosegue il suo cammino ,facendo poi capolino per rammentarcelo nella notte di San Silvestro, dove tutti noi tiriamo le somme di cio' che è stato di un anno che se ne è andato. Troppo veloce, recitano sommensamente tutti gli anziani, e troppo veloce incomincio a vederlo io, che sino a ieri, incurante del grillo parlante, giocavo nel paese dei balocchi. Sta poi a noi non farci trasformare in "ciuchini", per non finire nelle grinfie di un Mangiafuoco adattato ai giorni nostri e trovare nei corretti insegnamenti la nostra Fata Turchina.....
Da quando il collasso del cilindro del mio scooter mi obbliga a prendere il tram, ho riscoperto una Torino che conoscevo,ma che non ricordavo piu'.
Una Torino che sicuramente mi circonda, ma cosi' lontana da quella che quotidianamente varca la soglia della Vittoriadieci e nello stesso tempo così estranea nell'ovatta che mi protegge dentro il casco mentre nella normalità mi reco al lavoro.
Oggi, mentre tornavo in agenzia, piu' dei giorni precedenti, mi sono soffermato a guardare e a considerare la fauna variegata che affolla il mitico 13 del quale anch'io faccio parte integrante da tre lunghi giorni.
Un insieme bizzarro di personaggi variopinti che vanno dallo studente ,agli impiegati ,alle signore trafelate che gia' di prima mattina e nel primissimo pomeriggio trasportano come sherpa di montagna,sacchetti celofanati colmi di cibarie e miscellanee di verdure confezionate in fogli di carta ,sfaccendati ciondolanti, assonnati e appesi al passamano come prosciutti a stagionare.
Schiamazzanti ragazzine avviluppate in pellicciotte sintetiche e scampanati jeans ,fanno da colonna sonora ai 10minuti che intercorrono da quando salgo a quando scendo in Piazza Castello,ammiccanti verso i loro coetanei maschietti che scimmiottano atteggiamenti da uomini duri e vissuti, mentre al loro fianco un paio di magrebini maleodoranti ,discutono tra loro, guardati con sospetto da pensionati stanchi che cercano posto sui seggiolini metallici .
Di gran lunga piu' edificante, il tragitto che percorro a piedi, in una Torino che si imbelletta come una anziana e nobil donna che si appresta a recarsi a teatro.
I preparativi per le Olimpiadi fremono in mille cantieri quasi si volgese poi ,a nuova vita.
Una città tutta nuova, ripulita e abbellita dove si respira una frizzante attesa, dove persino i clochard che ammassano materassi e coperte in cerca di un tetto per la notte sono piu' belli ,con le nigeriane pendolari del sesso che rientrano a porta Susa e si affrettano chiassose sotto i portici di via Cernaia.
Prendere il tram ha il suo fascino.

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